ALSO SPRACH PROME!THEUS:
CHIMERE PERDUTE

a cura di Zombie From Outer Space II° & Marco Nero


Sono oramai le 5 di mattina quando l'occhio, incrostato di stanchezza, arranca nella stanza, per poi fermarsi a respirare tra le pieghe di quel che resta del giornale. È accucciato come una tarantola ai piedi del letto, un manto di lettere e parole: esile armatura in attesa.
Silenzio!

LA CHIMERA DEL MOSTRO COLPISCE ANCORA GLI INQUIRENTI
Una nuova ombra su Scandicci.
La polizia ha infatti messo i sigilli attorno alla
zona nella campagna fiorentina, a causa di un nuovo
fatto di sangue che ricollegherebbe pesantemente il
caso del Mostro di Firenze alla pista esoterica. Che
tipo di setta potrebbe esserci dietro la vicenda
del Mostro di Firenze? La voce del popolo dice:
satanismo. Tutto è possibile, però in Italia non si è
mai registrata la presenza di gruppi satanici tanto
spietati. Nemmeno per indiscrezione di corridoio tra
gli occultisti più inseriti: il mondo del satanismo,
particolarmente attivo in provincia di Firenze negli
anni Ottanta, sapeva. Specialmente in due anni - tra
il 1981 e il 1982 - quando la calibro 22 uccise tre
coppie di fidanzati.
Gli adepti della magia nera parlavano e dicevano che
la mano assassina del Mostro era legata a doppio filo
al loro mondo. E non sono poche le segnalazioni in
questo senso arrivate alla magistratura, alla polizia,
ma anche ai giornali. O fatte circolare nel mondo
dell'occulto.
“Non una, ma più persone legate a quel mondo hanno
raccontato che c'era più di un sospetto che dietro a
quei delitti ci fosse qualche mano che voleva
avvicinarsi al diavolo con riti neri - racconta un
esperto di esoterismo -. E le parti sessuali
oltraggiate o colpite sono firme ben chiare. E non
sono le sole”.
Proprio quel mondo si ritrovava anche vicino al luogo,
a Mosciano di Scandicci, dove furono trovati i
cadaveri nel giugno 1981: in una chiesa sconsacrata.
Altre zone care agli amanti della stregoneria più
violenta sono tuttora il Valdarno, la Versilia e
alcuni angoli della Maremma (con stretti legami con
l'Etruria laziale). Intanto, anche ieri il capo della
Squadra mobile, Michele Giuttari, ha lavorato. Con il pm Paolo Canessa sta rileggendo tutti gli elementi legati al mondo esoterico della vicenda.
Dalle lettere anonime di 15 anni fa, passando per i
personaggi più singolari dell'inchiesta, fino ai
danneggiamenti di simboli in ricordo delle vittime del
“Mostro” di Firenze.
A cominciare dai segnali che gli autori dei duplici
omicidi hanno lasciato sulla scena dei delitti. Strane
pietre triangolari macchiate di rosso, ma anche altri
elementi che gli investigatori stanno vagliando e
rileggendo, o comunque valutando sotto una luce
diversa.
Ad esempio, i ripetuti danneggiamenti delle croci
piantate nella piazzola di Vicchio del Mugello, dove
nel 1984 furono uccisi Claudio Stefanacci e Pia
Rontini.
"Per modalità operative ed efferatezza, anche questo
nuovo caso potrebbe essere riconducibile a pratiche
magiche afro-brasiliane - spiega Silvana Radoani,
studiosa di esoterismo - Il fatto però che siano
distribuiti in un arco di tempo notevolmente ampio
tende a far escludere questa ipotesi perché in Italia
non esistono gruppi di studio o pratica così stabili,
in relazione a questi culti".
Anche se in Toscana e in Sardegna ci sono i due
maggiori focolai italiani di voodoo, macumba e palo
mayombe, tre culti magici sudamericani particolarmente
sanguinari. La loro presenza sul territorio italiano è
testimoniata anche da alcuni delitti a danno di
clochard torinesi, avvenuti tra il '97 e il '98: tutti
i corpi della vittime erano stati disarticolati e
alcuni lembi di carne asportati secondo particolari
criteri geometrici.
"È vero - continua Radoani - però questo tipo di
pratica è arrivata in Italia soltanto negli anni
Novanta: con ciò si escluderebbe tutta l'opera del
Mostro. Penso che allo stato delle conoscenze
un'ipotesi plausibile sia quella di un gruppo di
praticanti kremmerziani".
Organizzati secondo una struttura piramidale
simil-massonica, i seguaci del mago Rosen Kremmerz
sarebbero in grado di mantenere il riserbo più
assoluto sulle proprie nefandezze. "Le regioni in cui
si hanno tracce di questo culto sono: Puglia, Sicilia,
Lombardia, Piemonte e soprattutto Toscana. I capi sono
sei o sette persone in tutta Italia, e si: a quanto
pare si tratta di soggetti altolocati, figure
professionali insospettabili, con un ottimo livello
culturale ed economico. Sono loro a decidere
l'indirizzo del culto e a metterlo in pratica
utilizzando la manovalanza dei livelli inferiori o di
terzi ignari. La maggior parte di queste congreghe
sarebbe poi riconducibile a un'unica antica 'schola' la
cui bibbia nera sarebbe racchiusa in uno scritto edito in francese in pochissime copie al mondo. Una di queste,
l'unica in Italia, sarebbe proprio a Genova. Si tratta
di Pour la rose rouge et la croix d'or, una sorta di
manuale di satanismo puro. Dove a pagina 72 si legge,
in francese, che “il conte... della nobiltà fiorentina
trasmise un insegnamento riservato alle coppie di
fidanzati; ma è molto pericoloso perché la coppia -
quella "da offrire" agli inferi - deve essere "reale"
cioè in carne e ossa”. Ma la storia del Mostro ha
incluso anche la Valdipesa in questa mappa dell'occulto. E le indagini di queste ultime settimane puntano sempre più l'attenzione sui riti che si sarebbero svolti in una cappella di una casa di cura, come aveva scritto il criminologo Francesco Bruno nel suo rapporto al Sisde nel 1985.

Giorgio Pulitzer,
Pathos NEWS, Dai Fatti alle Parole


Praticamente è una settimana che dormo male; e poi… dopo quello che è successo a Gilgamesh!… probabilmente ci vorrà tempo!

Spulcio distrattamente il copione dell'Antigone stiracchiato sopra il letto, un solo commento: CHEPPALLE!
Ed giornale è li che continua a fissarmi!


E SE IL MOSTRO NON FOSSE MAI MORTO?

Se guardi a lungo dentro l'Abisso finisce che l'Abisso ti tirerà dentro. E nel diabolico mondo dell'ignoto perderai i contatti con la realtà se
non hai qualcuno accanto che ti spieghi quantomeno i rituali. È per questo che gli investigatori della Mobile fiorentina che indagano sui cosiddetti
"FI-Files" hanno messo sotto scorta una testimone ritenuta indispensabile: Gabriella Pasquali Carlizzi. Una giornalista, scrittrice, studiosa che anni
fa raccontava particolari inquietanti di questa vicenda ed era stata subito presa per Folle e denunciata. Di fronte a questi scenari la Carlizzi
si è rivolta con una "lettera al presidente della Repubblica" e al capo della polizia, nella quale denuncia che "il clima in cui gli inquirenti fiorentini sono costretti a lavorare da tempo è a dir poco irrespirabile".
A Ciampi la giornalista aveva già scritto il 18 giugno scorso per denunciare che "c'è chi dai palazzi dei poteri romani controlla passo passo, parola per parola l'operato di queste degnissime persone (gli inquirenti fiorentini, ndr) allo scopo di coprire chi si è macchiato e continua a macchiarsi le mani di sangue innocente". Allo scoccare di nuovi
misteriosi fatti, la voce della Carlizi si è nuovamente levata, riprendendo alcune frasi del caldissimo e dibattutissimo discorso del Procuratore Generale di ilano Savero Borrelli circa i tagli alle scorte, ribadendo le accuse di persecuzione e intimidazione.
La risposta del governo è pronta: “Se l'accusa ipotizzata dai magistrati fiorentini si rivelasse fondata, sarebbe un fatto gravissimo, un caso di "scuola" nel capitolo delle deviazioni del Sisde: 500 milioni dei fondi riservati, cioè denaro pubblico, spesi per coprire i mandanti degli omicidi del
Mostro”.
Il governo, giura il ministro Franco Frattini, ex responsabile del Comitato parlamentare sui servizi, “farà ogni passo per agevolare l'attività della
magistratura, che verosimilmente avrà già sequestrato alcuni atti. Purtroppo, a metà degli anni '80, i servizi furono interessati da vicende oscure, fortissime irregolarità, carte "galleggianti" di cui non c'è più traccia negli archivi”.
Il sospetto di depistaggi, nel caso del Mostro di
Firenze, è ormai un'inchiesta nell'inchiesta. Le perquisizioni e gli interrogatori di questi mesi da parte della procura e della quadra mobile confermano che è stata messa la lente sopra le manovre di uomini del Sisde per orientare le indagini sui recenti fatti, collegabili a quei 16 delitti.
Alla vigilia del processo d'appello contro Pietro il Mostro (che fu assolto, dopo la condanna in primo grado a 14 ergastoli) l'allora Pm Piero Luigi Vigna parlò di un tentativo di “delegittimare la procura
fiorentina”.
Era l'inizio del '96. I legali storici del Mostro, Pietro Fioravanti e Rosario Bevacqua, vennero scaricati dal nuovo pool di difesa, guidato
dall'avvocato Nino Marazzita che si avvaleva delle consulenze del detective Carmelo Lavorino e del criminologo Francesco Bruno (oggetto, in questi
giorni, di indagini e perquisizioni, consulente del Sisde). Fioravanti denunciò: “C'è un disegno che nasce da ambienti massonici romani e dei servizi, si vuole destabilizzare Vigna”. Il professor Bruno, in una sua perizia dell'85, aveva individuato il filone esoterico nei delitti, poi però nella sua seconda perizia del '94 questo aspetto scompare del tutto, a
favore della tesi di un serial killer dietro le stragi. Come mai? La giornalista Gabriella Carlizzi, tornata in auge per aver individuato già nel '95 Villa Verde, presunta sede di rituali satanici, segnalò proprio a Franco Frattini, il 21 ottobre del '98, “la circolazione di dossier dei servizi fuori dall'ambito giudiziario, a scopo di ricatto o deviazione”.
Ricorda la Carlizzi: “Mi riferivo a Osvaldo Pecoraro, perquisito di recente. Il suo nome, dissi a Frattini, 'avrei fatto alla procura. Mi aspettavo che il
Comitato almeno comunicasse i miei timori di depistaggi. Ma non accadde”.
Frattini replica che si trattò solo di un'audizione informale, e allora lo rassicurò il fatto che gli investigatori, comunque, ne fossero al corrente.

Resta poco chiaro anche il brusco cambio della guardia nella difesa del Mostro. Scriveva in una lettera del 2 febbraio del '96 l'avvocato Fioravanti, ormai estromesso: “Io voglio salvare il processo al
cosiddetto "Mostro" e lo faccio restando nel mio angolo senza alcun compromesso. Il "divorzio in casa" (la sostituzione dei legali, ndr) è solo un misero
paravento per il bene del Mostro, il quale, un giorno, capirà”.
A che cosa alludeva Fioravanti, che in una telefonata alla Carlizzi, a proposito della pista esoterica, dichiarava "mi hanno bloccato"? Di mandanti e satanismo non si parlò più fino a questi mesi. Eppure il Mostro aveva lasciato scritti sulla magia nera, e nei suoi quaderni affermava: “Il vero Mostro è a
Roma, nei servizi segreti”. Il contadino è morto nel '98. Presto si saprà ufficialmente se fu davvero infarto. Ora si rileggono tutti gli atti, in attesa che vengano resi noti (tra pochi giorni) i risultati della indagine sui dati forniti dalla biologa Elisabetta Bertol e dal farmacologo Francesco Mari sulla morte del Mostro. L'interrogativo è pesante: il Mostro fu ucciso da un infarto provocato da un corpo provato e malandato, o la morte fu 'indotta' da qualcuno, tramite mezzi "poco convenzionali, anche per la scienza occidentale" perché non si voleva che parlasse?

Giorgio Pulitzer
Pathos NEWS, Dai Fatti alle Parole

Allora: scena prima….
Mi alzo di scatto e raccolgo l'animale, che geme sotto la mia presa; sorrido!
La dissezione è accurata, osservo le pagine ad una ad una, cercando anch'io non so cosa.
Morti!
Ecco quello che cerco: e non è difficile trovarli!
Ne disseminano le interiora come un cancro diffuso, macchie più grandi, macchie più piccole… macchie vecchie: ancora il mostro di Firenze! Pensavo fosse un'inchiesta oramai chiusa!


DEVIATI E FANATICI DELLA RETTA VIA.

Nuovi sconcertanti risvolti nell’inchiesta sui misteriosi fatti di Scandicci, collegabili alla cosiddetta “pista esoterica”.

Si parla ormai sempre più frequentemente di cadaveri occultati e di messe nere, nonostante il riserbo più Assoluto degli inquirenti e le misure di protezione dell’area siano efficaci come mai si era visto
prima d’ora.

Perché mai impera un clima di oscurantista censura?

Agli insistenti interrogativi della stampa è stato risposto con un secco no comment e la promessa di permettere ad un gruppo selezionato di giornalisti di visitare i luoghi al centro dell’inchiesta a rilevazioni ultimate.

Nessuna indiscrezione dall’ambiente squadra mobile di Firenze dunque, né tantomeno dichiarazioni ufficiali, ma nonostante questo muro di gomma alcune voci di corridoio sembrerebbero escludere il collegamento
diretto a Pietro Pacciani, anche se non ai “FI-Files”. Infatti non sono ancora stati resi noti i nomi delle presunte vittime, e pare che la mancanza di prove dirette (i cadaveri?) abbia gettato pesantissime
ombre sulle indagini. Pare invece certo che seppur senza le “prove dirette”, alcuni elementi indichino una pista sicura: una stella a sette punte, simboli esoterici, litri di sangue, riferimenti all’occultismo di stampo orientale.

Ma perché mai tanto riserbo se non ci sono prove reali di omicidio?
Che il caso sia collegabile a qualche sparizione eccellente ancora non resa nota per motivi di pubblica sicurezza? Cosa avrebbe gustificato piuttosto il
collegamento ai “Fi-Files” se le modalità di questo nuovo caso sono così poco identificabili rispetto ai precedenti? Che si tratti di una banale emulazione, o di atti teppistici?

Di fatto dopo le nuove polemiche scatenate attorno alle affermazioni della giornalista e scrittrice Gabriella Pasquali Carlizzi, si è assistito ad una levata di scudi notevole da parte di tutte le forze dell’ordine, in un’esempio di collaborazione fra poteri esemplare, e più unico che raro in questo periodo.

Le polemiche, peraltro subito sedate da temperate dichiarazioni delle autorità, hanno investito gran parte degli attori di spicco della vicenda e parrebbero non avere risparmiato neanche elementi apparentemente
estranei al caso fra cui alcuni opinionisti di grido che si sono fatti un nome col caso di Erika e Omar, e personalità varie degli ambienti coinvolti nelle discussioni. Fra cui membri eccellenti del Sisde e
della massoneria romana, più volte nominati in questi giorni.

Non si sa ancora quali saranno le reazioni di congreghe come “I Bambini di Satana”, da tempo impegnati in una campagna su internet e non solo contro presunte “cacce alle streghe”, “ghettizzazioni”, “ricerche di Capri espiatori”, “facili associazioni e generalizzazioni”. Afferma il leader del gruppo, Marco Dimitri :” L'opera antisatanista a livello sociale è evidente: basta vedere articoli di giornali e libri scritti da chi il satanismo lo detesta e coltiva una filosofia contraria; così diviene satanista il mostro di Firenze, diviene satanista l'infermiere folle che avvelena i pazienti, diviene satanista il cattolico che esorcizza a bastonate la propria figlia per liberarla dal "maligno", diviene opera di satanisti la tomba profanata, diviene satanista la candela nera lasciata consumare nel cimitero sotto casa, nei gruppi satanisti gira la droga (siamo tutti ricchi infatti...) si violenta la gente e succedono le cose più tremende, si fanno le orge (naturalmente per l'idiota che non conosce l'antico Tantrismo l'uso dell'energia sessuale da parte di praticanti della
Magia Rossa è un'orgia fra sporcaccioni.... come scriveva il "colto" Roberto Canditi sul Resto del Carlino dimostrando che lo staff giornalistico, quando
si tratta di cultura su cui si è eretta la società, non ce la fa).

L’unico dato certo di tutta questa vicenda è la strabiliante, stridente contrapposizione fra il silenzio delle autorità ed il vespaio sollevato dalla Carlizi. Numerosi i rifiuti di interviste da parte di quasi tutte le parti in causa, anche se la risposta dei Servizi pare
evidente alla giornalista scrittrice. Il noto esponente della massoneria francese, Jaques Belfort, in viaggio “di lavoro” in questi giorni a Roma, alle insistenze del nostro inviato ha commentato: “Fatti oscuri come questi sono paradossalmente illuminanti, sulla presenza di estremismi millenaristi, di servizi segreti deviati.
Di fronte all’assenza della ragione in questa società malata, ognuno di noi coltiva il suo personale cammino di crescita in modo responsabile e retto.”

Giorgio Pulitzer
Pathos NEWS, Dai Fatti alle Parole

Qui si parla di Scandicci: satanisti… il fatto è accaduto dopo quello che è avvenuto a Lucca…. Un caso? Possibile!
Sarebbe bello recuperare le immagini del fattaccio!
Ma dove?……

 


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